La Pro Loco di Piediripa

Le stutture della Pro Loco | Come eravamo: i volti del passato

Piediripa (m. 743)

Villa di transito sorta all’incrocio delle tratte ortogonali di Forca della Civita – Norcia e S. Pellegrino – Fogliano. Della sua antichità fanno fede diverse epigrafi disperse, tra cui una importante dedica del console Lucio Mummio ai Nursini( 142 a.c.), già nella chiesa di S. Antonio. Il paese attuale, come altri villaggi di Capo al Campo e del Nursino, è un esempio di centro duplice con in mezzo coltivi e cereali, probabile effetto di disposizioni Longobarde.

S.Antonio Abate

Chiesa parrocchiale. Ha una semplice facciata a capanna con due porte e stemma della basilica vaticana al centro, pietre romane di riutilizzo sugli stipiti e sui cantonali scarpati. Durante il recente rimontaggio il campanile a vela ha offerto un’inedita dedica a marte(1° Sec a.c. – 1° sec d.c.); purtroppo rimurata con la faccia inscritta nascosta. L’interno e diviso in due navate di diversa ampiezza, di cui solo la destra è stata finora riconsolidata. Quattro i pilastri cinquecenteschi su cui poggiano le vel delle volte. Navata destra Fonte battesimale del 1585 con coperchio in noce. Nel primo altare, nicchiane con la Madonna tra i santi Lorenzo e Francesco, affresco del secolo XVII. Al centro e colocata una immagine della Madonna Addolorata di Norcia. Il presbiterio e provvisto di una balaustra ricavata da un cancello ligneo del’ 500. Vi sono provvisoriamente appoggiate due piccole tele del sec. XVII(S.Eurosia, Madonna del Rosario). Accanto alla porticina della sagrestia, frammenti di affreschi del sec. XVI. L’altare maggiore appartiene ai recenti anni 50. Il tabernacolo a forma di tempietto dorato e dipinto porta la data del 1570. Un quadretto esposto nella chiesa rappresenta il Santo Volto, senza relazione con quello di Paganelli. La navata sinistra, a tre campate, è la più antica. Le volte sono innervate da costoloni; sulla controfacciata e qua e là sotto lo scialbo, si intravedono decorazioni e votivi quattrocenteschi. Il capoaltare ospitava una grossa statua di S. Antonio Abate in muratura. Sulla parete vicina emerge qualche affresco del sec. XV, tra cui un volto di S. Cristoforo. Nell’altare di centro, Madonna del Carmelo con i santi Nacario e Bordone; in alto, sulla Vela, S.Francesco. Queste immagini, ripassate nel secolo scorso, risalgono al secolo XVI fianle. Sull’altare verso l’ingresso, occupato da una monumentale croce professionale di metallo moderna, ricorrono i santi Emidio ed Eutizio(pitture murali del sec. XVIII) invocati contro terremoti e siccità.Nella sagrestia, ricavata entro l’abside circolare, tracce di affreschi senza valore.

Madonna del Rosario

All’inizio del paese si incontra uno dei tanti ampliamenti cinquecenteschi di maestà campestri sorti sui quadrivi. Sulla parete di fondo, il grande e rovinato affresco della Madonna del Rosario con i 15 misteri (sec. XVI di un Carducci) allestiti attorno ad una immagine rimaneggiata che risale alla prima meta del secolo XV. Si distinguono i segni di una cancellata.

 

 

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Emanuele Persiani